Tutto sul Bonus Arredo 2025: Guida completa alle detrazioni fiscali per mobili ed elettrodomestici

Il 2025 porta buone notizie per chi desidera rinnovare l’arredamento della propria casa. Il Bonus Arredo è stato confermato anche per quest’anno, offrendo importanti vantaggi fiscali a chi acquista mobili ed elettrodomestici in seguito a lavori di ristrutturazione.

Cos’è il Bonus Arredo 2025 e come funziona

La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1, comma 55) ha esteso anche al 2025 l’agevolazione fiscale nota come “Bonus Arredo”. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un massimo di 5.000 euro.

Questa agevolazione non è automatica ma è legata a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per accedervi è necessario che:

  • I mobili siano destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio (per i quali si beneficia della detrazione ex art. 16-bis del TUIR)
  • Gli elettrodomestici rispettino determinati parametri di efficienza energetica

È importante sottolineare che non tutti gli interventi di recupero edilizio danno diritto al Bonus Arredo.

Interventi che permettono di accedere al Bonus Arredo

Questi interventi consentono di usufruire dell’agevolazione:

  • Manutenzione ordinaria su parti comuni di edifici residenziali (in questo caso il bonus si applica solo agli arredi destinati alle parti comuni)
  • Manutenzione straordinaria su parti comuni o singole unità immobiliari residenziali
  • Restauro e risanamento conservativo su parti comuni o singole unità immobiliari residenziali
  • Ristrutturazione edilizia su parti comuni o singole unità immobiliari residenziali
  • Acquisto di immobili ristrutturati da imprese di costruzione/ristrutturazione ceduti entro 18 mesi dal termine dei lavori
  • Interventi per la ricostruzione di immobili danneggiati da eventi calamitosi (in zone con dichiarazione di stato di emergenza)
  • Interventi finalizzati al risparmio energetico legati alla manutenzione straordinaria (es. installazione di stufe a pellet)

Inoltre, è possibile accedere al Bonus Arredo anche per interventi di riduzione del rischio sismico, sia per chi acquista immobili da imprese che hanno effettuato demolizione e ricostruzione con misure antisismiche, sia per chi accede al Sismabonus o Super-sismabonus (anche nel caso di sconto in fattura o cessione del credito).

Interventi che NON consentono di accedere al Bonus

Non danno diritto all’agevolazione:

  • Costruzione o acquisto di posti auto o box pertinenziali
  • Interventi per la prevenzione di atti illeciti (a meno che non rientrino nelle categorie di interventi edilizi ammessi)
  • Interventi di risparmio e riqualificazione energetica che rientrano nell’Ecobonus
  • Dal 2025, non rientrano più negli interventi agevolabili quelli relativi alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili

Quali beni sono agevolabili

L’agevolazione si applica all’acquisto di:

  • Mobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione

Non sono agevolabili:

  • Porte, pavimentazioni (come il parquet), tende e tendaggi, altri complementi d’arredo

Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, devono rispettare queste classi energetiche minime:

  • Classe A per i forni
  • Classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie
  • Classe F per frigoriferi e congelatori

Se per una determinata tipologia di elettrodomestico non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica, l’acquisto è comunque agevolabile.

Le spese di trasporto e montaggio possono essere incluse nell’importo detraibile se pagate con le modalità previste per usufruire della detrazione.

Come pagare per ottenere il Bonus

Per poter usufruire del Bonus Arredo, il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite:

  • Bonifico bancario o postale (non è necessario il bonifico specifico per le spese di ristrutturazione)
  • Carta di credito o di debito (bancomat)

La detrazione non spetta se si utilizzano contanti, assegni bancari o altri mezzi di pagamento.

È possibile ottenere l’agevolazione anche per beni acquistati a rate, purché il pagamento avvenga con le modalità indicate e si conservino le copie delle rate corrisposte.

Tempistiche da rispettare

Per le spese di arredo 2025, la detrazione è fruibile a condizione che:

  • I lavori di recupero edilizio siano iniziati dopo il 1° gennaio 2024
  • Le spese per mobili o elettrodomestici siano sostenute dopo la data di inizio dei lavori di ristrutturazione

La data di inizio lavori può essere dimostrata tramite:

  • Titoli abilitativi o comunicazioni amministrative
  • Comunicazione preventiva all’ASL (se richiesta)
  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio in caso di lavori che non richiedono comunicazioni o titoli abilitativi

Importo della detrazione e comunicazione ENEA

La detrazione prevista è del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, quindi con un beneficio fiscale massimo di 2.500 euro, da ripartire obbligatoriamente in dieci quote annuali di pari importo.

Importante: se sono già state sostenute spese di arredo nel 2024 per lo stesso intervento edilizio iniziato dal 1° gennaio 2024, queste vanno sommate alle spese del 2025 per verificare il rispetto del limite massimo di 5.000 euro. Se tale limite è già stato raggiunto con le spese 2024, non sarà possibile richiedere il bonus per il 2025.

Il limite di detrazione si applica per singola unità immobiliare (incluse pertinenze) o per la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione, indipendentemente dal numero di persone che partecipano alla spesa. Se gli interventi interessano più unità immobiliari, il limite di 5.000 euro si applica a ciascuna di esse.

È previsto l’obbligo di comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori per gli elettrodomestici che comportano risparmio energetico. Tuttavia, la mancata o tardiva trasmissione di questa comunicazione non comporta la perdita del diritto alla detrazione.

Sebbene non siano previste sanzioni per l’omessa comunicazione, è comunque consigliabile effettuarla per garantire la corretta tracciabilità degli interventi e il rispetto delle procedure previste.