Il meccanismo del reverse charge (o inversione contabile) rappresenta un elemento fondamentale nella normativa IVA italiana, pensato per contrastare le frodi fiscali in settori particolarmente a rischio. Questo sistema prevede che l’IVA non venga addebitata dal cedente o prestatore, ma sia direttamente “autoliquidata” dal cessionario o committente, che la porta “a debito” nelle proprie liquidazioni periodiche.
Tipologie di reverse charge
Nel sistema italiano esistono due principali tipologie di inversione contabile:
- Reverse charge “esterno”: coinvolge soggetti di paesi diversi (ad esempio, negli acquisti intracomunitari). L’obiettivo è semplificare l’applicazione e la detrazione dell’IVA quando chi effettua l’operazione non è stabilito nel paese dove è dovuta l’imposta.
- Reverse charge “interno”: riguarda operazioni tra soggetti italiani per settori specifici dove il rischio di evasione è elevato. Queste casistiche sono elencate negli articoli 17 e 74 del DPR 633/72.
Ambito di applicazione
Il reverse charge si applica a numerose tipologie di operazioni, tra cui:
- Acquisti da soggetti non residenti
- Operazioni intracomunitarie ed estrazioni dai depositi IVA
- Cessioni di oro, materiali preziosi e semilavorati
- Subappalti nel settore edile
- Cessioni di fabbricati con opzione per l’imposizione
- Servizi di pulizia, demolizione e installazione relativi a edifici
- Cessioni di dispositivi elettronici (telefoni, console, tablet)
- Operazioni nel settore energetico
- Cessioni di rottami e materiali di recupero
Il Quadro VJ nella dichiarazione IVA
Il quadro VJ del modello IVA 2025 è dedicato proprio alla registrazione delle operazioni soggette a reverse charge. In questo quadro vanno indicati l’imponibile e l’imposta relativa a ciascuna tipologia di operazione.
È importante notare la correlazione con il quadro VF: mentre nel VJ si indicano l’imponibile e l’imposta a debito, nel quadro VF si registrano l’imponibile e l’imposta a credito (ove detraibile). Le operazioni non imponibili o esenti non vanno indicate nel quadro VJ poiché non generano un effettivo debito d’imposta.
Modalità operative
Per le operazioni in reverse charge, il cedente/prestatore emette un documento senza addebito dell’IVA, che viene poi integrato dal cessionario/committente per l’assolvimento dell’imposta.
Con l’introduzione della fatturazione elettronica, la gestione degli adempimenti è stata semplificata:
- Per il reverse charge interno, il documento di integrazione può essere trasmesso al SdI con tipologia TD16
- Per il reverse charge esterno, si possono utilizzare i codici TD17, TD18 e TD19, assolvendo così anche l’obbligo dell’esterometro
Novità 2025
La legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto l’assoggettamento all’inversione contabile delle prestazioni di manodopera nei settori del trasporto, movimentazione merci e logistica, subordinatamente all’autorizzazione UE. In attesa di tale autorizzazione, è prevista una forma di “split payment volontario” con un vincolo minimo di tre anni.
Struttura del quadro VJ
Il quadro VJ comprende 19 righi, ciascuno destinato a specifiche tipologie di operazioni, dal VJ1 al VJ18, mentre il VJ19 riporta il totale dell’IVA risultante dalla somma degli importi indicati nella colonna 2 di tutti i righi precedenti.
La corretta compilazione di questo quadro è essenziale per il corretto adempimento fiscale e per evitare contestazioni da parte dell’Amministrazione Finanziaria.